Bitto DOP


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L’antica tecnica di lavorazione del Bitto si fa risalire ai Celti che, esperti pastori e casari, per conservare e trasferire le proprietà nutritive del latte nel tempo, iniziarono a produrre formaggi a lunga conservazione, ed è probabile che anche il nome Bitto derivi dal celtico “Bitu”, “perenne”. Oggi come allora il Bitto viene prodotto solo sui pascoli di alta quota nella stagione estiva, lavorando il latte crudo due volte al giorno, la mattina e la sera, subito dopo la mungitura.
Si produce negli alpeggi della provincia di Sondrio e di alcuni comuni limitrofi dall’Alta Valle Brembana e della provincia di Lecco, nel periodo di monticazione degli alpeggi, dal 1 giugno al 30 settembre.
Il sapore del Bitto è dolce, delicato e racchiude in sé i profumi dell’alpeggio; diventa più intenso con il procedere della maturazione che può essere protratta anche sino a dieci anni, per diventare una delle più ricercate prelibatezze nel mondo dei formaggi, da accompagnare con un pregiato bicchiere di vino rosso DOCG di Valtellina.

Il Consorzio per la Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto

Il Consorzio per la Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto opera dal 1995 in provincia di Sondrio per difendere l’unicità dei formaggi DOP valtellinesi, tutelarli da qualsiasi imitazione e promuoverli sul mercato nazionale e internazionale. L’attività del Consorzio è attenta a garantire ai consumatori la qualità e la genuinità dei prodotti. Ogni forma viene esaminata una ad una e verificata prima di essere marchiata a fuoco e commercializzata.
Sono soci del Consorzio i soggetti che partecipano alle due filiere produttive del Valtellina Casera e del Bitto: gli allevatori, i produttori (una ventina i produttori di Valtellina Casera, una settantina quelli di Bitto) e gli stagionatori.

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