La classe

Hanno dai sedici ai diciotto anni i giovani studenti degli Istituti Alberghieri della Lombardia selezionati da Carlo Cracco, presidente dell’Associazione Maestro Martino che è promotrice del progetto Ambasciata del Gusto – Annunciata Milano sviluppato in collaborazione col Comune di Abbiategrasso e il Parco del Ticino, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, Regione Lombardia, Milano Città Metropolitana e Camera di Commercio di Milano. Il progetto didattico è completamente gratuito per gli studenti: si tratta di dodici diplomandi di cucina degli istituti alberghieri lombardi e di uno studente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo con un obiettivo formativo di tipo gestionale.


Giulia Bazzolo – Collegio Ballerini di Seregno (MB) • I piatti che mi rappresentano sono due. Il primo è il risotto alla milanese: ha fatto parte della mia infanzia, è legato alle mie origini e per questo lo porterò sempre con me. Il secondo è la crostata con crema di arancia che ho imparato da mia mamma passando i pomeriggi a casa insieme a cucinare; mi rappresenta perché mette in contrasto sapori molto diversi tra loro, dolce/amaro e acido. • Credo che la cucina sia arte e scienza al tempo stesso, ma soprattutto vita. Mi rappresenta: sono una persona responsabile, con tanta determinazione e passione a cui piace imparare sempre qualcosa di nuovo. • Il mio sogno nel cassetto è quello di diventare chef e aprire un mio ristorante, ma prima vorrei viaggiare e conoscere la cultura e le usanze dei diversi Paesi stranieri, soprattutto quelli meno noti. • Tra 5 anni mi piacerebbe essere capo partita dei primi piatti o dei dessert e iniziare a mettere da parte una somma di denaro appunto per iniziare a viaggiare e scoprire il mondo.


Marta Cambiaso – I.P.S.S.A.T.G.S.A. L. Cossa di Pavia • Il piatto che mi rappresenta maggiormente sono gli gnocchi al ragù perché mi ricordano un aspetto fondamentale della mia vita: la famiglia. • Una frase che mi descrive nei miei pregi è: “Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi”. • Il mio sogno nel cassetto è poter girare il mondo per conoscere le varie culture culinarie e nuove idee di cucina • Tra 3-5 anni spero di vedermi nella brigata di una famosa cucina per proseguire la mia esperienza professionale.


Carlotta Filipazzi – I.P.S.A.R. A. Vespucci di Milano • Il piatto che maggiormente mi rappresenta è il risotto con i fagioli, una passione tramandata da mia nonna. Sono cresciuta con questo cereale che tutt’ora accompagna il mio percorso da futura chef. • Sono una persona molto ambiziosa, creativa e solare • Il mio sogno nel cassetto è quello di viaggiare per tutto il mondo e scoprire gusti e usanze dei Paese stranieri. • Mi piacerebbe lavorare in un ristorante come capo partita dei primi e guadagnare abbastanza per viaggiare e realizzare il mio sogno nel cassetto.


Micol Galimberti – Collegio Ballerini di Seregno (MB) • Il piatto che mi rappresenta di più è la torta Sacher perché è amara, ma con un cuore molto dolce. • Sono una persona sincera, disponibile e vivace. • Il mio sogno nel cassetto è quello di lavorare in giro per il mondo per crearmi un bagaglio culturale e poi aprire un ristorante a Londra. • Tra cinque anni spero di aver guadagnato il necessario per poter viaggiare nei paesi orientali e conoscere nuove usanze culinarie.


Valeria Ingrascì – I.P.S.S.A.T.G.S.A. L. Cossa di Pavia • Un piatto che mi rappresenta è il riso con pere e Taleggio, che mette in evidenza il mio interesse verso i formaggi. • Mi ritengo una ragazza determinata, allegra e socievole. • Il mio sogno nel cassetto è viaggiare per scoprire nuove culture, tradizioni e diversi stili di vita caratterizzati da pensiero e personalità. • Il mio obiettivo è quello di realizzarmi in ambito professionale come chef in un Paese straniero e far conoscere i prodotti tipici italiani, spesso poco conosciuti o valorizzati.


Davide Bolzoni – I.P.S.A.R. A. Vespucci di Milano • Il piatto che più mi rappresenta sono i tortellini in brodo perché mi ricorda il Natale e necessita di molta cura e amore per essere preparato. • Ho fame, fame di conoscenza, di saper fare e di movimento. • Il mio sogno nel cassetto è di vedere, viaggiare, fare senza buttare via un attimo, per più tempo possibile, fino a quando mi sarà permesso. • Tra qualche anno mi vedo in un Paese estero per provare nuove culture culinarie e approfondire nuove mentalità e proporre le mie idee.


Massimo Ferazzoli – I.I.S.S. Andrea Mantegna di Brescia • L’ingrediente che più mi rappresenta è l’uovo, duro fuori, ma morbido dentro. È stato il primo ingrediente che io abbia mai cucinato e nella sua forma più semplice: l’uovo al tegamino è stato l’inizio della mia passione per la cucina. • Ho un carattere forte, sono una persona molto ambiziosa e tenace, ma anche molto disponibile. • Il mio sogno nel cassetto è quello di diventare un buon ristoratore riconosciuto per il servizio che offro. • Tra qualche anno mi vedo come capo partita degli antipasti in un ottimo ristorante dopo essermi formato professionalmente.


Michelangelo Gioia – I.P.C. Falcone di Gallarate (VA) • Al momento non saprei dire un piatto che mi rappresenta. Vorrei che l’esperienza me lo facesse scoprire. • Sono molto disponibile e sempre disposto a dare una aiuto come posso: se dovessi indicare una frase che mi descrive sceglierei “Vuoi una mano?”) • Il mio sogno nel cassetto è vivere appieno la cucina, nel senso più ampio del termine, e scoprirne tutti i segreti. • Come mi vedo in futuro? Non lo so. Cerco di impegnarmi al massimo oggi per fare in modo che il domani sia fantastico.


Luca Masinari – I.S.I.S. Ciro Pollini di Mortara (PV) • Il piatto che mi rappresenta di più è la torta con la crema di burro che fa mia nonna, perché è molto buona, ma una sola fetta manda la glicemia alle stelle. • Mi piace ridere e scherzare, ma quando serve so essere serio. • Il mio sogno nel cassetto è fare un viaggio in Giappone e imparare gli usi, i costumi e soprattutto i loro piatti tradizionali. • Tra qualche anno lavorerò in una pasticceria, e appena avrò guadagnato abbastanza esperienza e denaro aprirò una mia pasticceria sullo stile giapponese.


Carlo Piccinelli – I.P.P.S.A.R. di San Pellegrino Terme (BG) • Il mio piatto è il risotto con asparagi, latte al parmigiano e croccante di crudo, una ricetta che ho creato personalmente e alla quale mi sono affezionato. • Sono un ragazzo onesto e molto ambizioso. • Il mio sogno nel cassetto è gestire una cascina di famiglia in campagna, creando un ristorante innovativo e ricercato. • Tra qualche anno mi vedo lavorare in un ristorante come chef di partita dei secondi.


Gabriele Pontini – I.P.S.A.R. A. Vespucci di Milano • Il piatto che mi rappresenta di più sono le mezze maniche ripiene, un piatto che mia nonna faceva spesso durante le feste natalizie e ancora oggi mi fa tornare in mente fantastici ricordi. • Sono determinato, curioso e ambizioso. • Il mio sogno nel cassetto è portare la mia cucina in giro per il mondo. • Tra qualche anno mi vedo a fare esperienze lavorative all’estero.


Davide Zanonato – I.P.C. Falcone di Gallarate (VA) • Il piatto che mi rappresenta sono le tagliatelle fatte in casa con ragù di selvaggina con cui mia nonna mi ha fatto innamorare della cucina. Me lo preparava spesso perché sapeva che lo adoravo e lo adoro tutt’ora. Vederla lavorare la pasta a mano e osservare bollire il pentolone di ragù con tutti quei profumi meravigliosi mi ha fatto capire che quella sarebbe stata la mia strada. • Non finirò mai di imparare. • Il mio sogno ė viaggiare il più possibile per poter stare a contatto con ingredienti, tecniche di cucina e culture di altri Paesi e farne tesoro. • Tra un paio di anni mi vedo in qualche cucina all’estero, alle prese con ingredienti e piatti particolari.


Mattia De Giovanni – Università degli Studi di Scienze gastronomiche Pollenzo • Il piatto che mi rappresenta è il dentice all’acqua pazza, una delle mie ricette preferite per la sua semplicità e la sua armonia perfetta. • Mi definisco una persona fuori dagli schemi. • Il mio sogno è viaggiare per scoprire i migliori prodotti sul nostro pianeta. • Tra 5 anni mi vedo alle prese con l’attività di famiglia, l’agriturismo La Galizia, e magari anche a gestirne una mia.


  • Ex Convento dell’Annunciata

    via Pontida 20, Abbiategrasso

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